mercoledì 6 settembre 2017

Recensione di "Bright Star. La vita autentica di John Keats" ∼ Elido Fazi

Buon pomeriggio Lettori, 
Oggi leggerete una recensione un po' diversa dal solito: avevo grandi aspettative per questo libro, ma non sono state soddisfatte. E quindi ecco a voi, una delle prime recensioni di un libro non apprezzato.


Bright Star.
La vita autentica di John Keats
Elido Fazi
Pubblicato da Fazi Editore, 2010
Film Bright Star, 2009.

Sulla scia di un rinnovato interesse per la figura di John Keats, Bright Star ripercorre l’ultimo periodo della vita del poeta, diviso fra difficoltà economiche e travagliate vicende familiari. Con una costruzione narrativa a salti, frammentata, che imita e riflette la natura complessa dello stesso Keats, è ricostruita la personalità di un uomo che, affascinato dalle potenzialità della parola, si ritrovò, proprio in quello stretto giro di anni, a meditare sulle contraddizioni della vita.


Ho scoperto questo libro girovagando per gli scaffali della biblioteca e subito mi ha colpito, facendo leva sul mio interesse per il poeta inglese. Le premesse erano buone, l’idea di base poteva essere ben sviluppata. Ma alla fine del romanzo, non ti resta nulla di più che un punto di domanda.
C’è molta gente superficiale che prende le cose alla lettera. Ma la vita di un uomo che abbia in sé qualche valore è una continua Allegoria. Solo pochi possono capire il mistero della vita.
∼ John Keats

Queste parole sono riportate all’inizio del volume, insieme ad altre due citazioni: ho avuto l’impressione che fossero un boomerang che colpisce beffardamente quando meno te lo aspetti. Ma mi spiego meglio: l’autore racconta la vita del poeta non seguendo l’ordine cronologico dei fatti e in modo frammentario. Ogni capitolo è un giorno o un mese della sua vita, nei quali si raccontano i suoi pensieri, problemi economici e continui viaggi. Ma tutto rimane fermo allo strato superficiale: non si è saputo rendere “l’Allegoria di questo poeta.

Ben Whishaw e un ritratto di Keats
Senza introdurre i personaggi, il lettore deve barcamenarsi nel capire a chi appartengono i tanti nomi di cui legge: non vi aspettate dunque una biografia per conoscere la vita autentica del poeta, tanto per citare il titolo del libro. Di autentico ho trovato poco. Si susseguono pagine e pagine di vita romanzata, a tratti fastidiosa, a tratti più piacevole. Fastidioso perché ho sentito una grande forzatura nel voler raccontare i dettagli di una vita di cui non si conosce troppo; piacevole, invece, per la trasposizione delle lettere o delle poesie di Keats, anche se un testo a fronte sarebbe stata una bella idea!

Una parte iniziale in cui si dilunga molto, a volte troppo; gli ultimi mesi di vita condensati in pochissime pagine, che fanno perdere tutta la bellezza e profondità a tratti morbosa della passione che travolse John e Fanny.
Ben Whiswah - John Keats
Sarei estremamente dispiaciuta, se altri lettori si precludessero la conoscenza di Keats, dopo aver letto un testo simile. John è un poeta di cui ci si innamora pian piano, non sempre scatta il colpo di fulmine e sicuramente, avere una linea guida può aiutare ad apprezzarlo. Fino a ora, purtroppo, non ho ancora trovato una sua bella biografia. Leggete tra le righe: fatevi avanti e dispensate consigli!

Tirando le somme, Elido Fazi continua lo splendido lavoro di editor: adoro ogni anno di più questa casa editrice ma avere la capacità di attirare il lettore con le proprie parole è un’altra cosa.


Locandina del film
La delusione scaturita da questo libro mi ha spinta a rivedere per la milionesima volta Bright Star, film del 2009, diretto da Jane Campion. Sono narrati gli ultimi tre anni di vita di John da un punto di vista non completamente obiettivo o esterno: è Fanny Brawne a condurci per mano, a farci conoscere e innamorare con lei del suo Keats. 

Non è solo la struggente storia dei due innamorati che vi spingerà a spulciare freneticamente librerie o biblioteche per conoscere questo poeta e la sua vita. È una fotografia stupenda, è l’intensità di ogni scena che riesce a esprimersi senza dialoghi, ma con sguardi, gesti o musiche. Vogliamo parlare della scena delle farfalle?!



Ben Whishaw e Abbie Cornish hanno saputo dare perfettamente voce e corpo a queste due anime inquiete e imperfettamente simili. Whishaw, in particolare, ha reso l’urgenza di una vita che brucia ardentemente, ma per pochissimo tempo. Inutile dire che il finale è straziante e non riesco a trattenere le lacrime anche dopo continue visioni o sapendo perfettamente quale sarà la scena successiva. 

Cornish e Whishaw
Fanny e John
Questo film è un inno alla poesia, nonostante si capisca quanto Fanny non sia la musa ispiratrice di un qualunque poeta. Fanny è emblema di bellezza, è essa stessa bellezza, quella “beauty is truth, truth is beauty”, unica cosa che per Keats necessita di essere conosciuta. 

Dunque, il mio consiglio spassionato è guardate il film, in attesa di una buona biografia! 
Voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate?

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